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Postazione di taglio sicura: quattro fattori che si integrano tra loro

AutoreJens Augustin
Pubblicato il09/10/2026

Il taglio fa parte della quotidianità nell’industria, nella logistica e nel commercio: aprire scatole di cartone, tagliare pellicole e reggette o ritagliare materiali. Proprio perché queste attività vengono spesso svolte di sfuggita, è facile perdere di vista i rischi che comportano. Nel 2024 l’Assicurazione sociale tedesca contro gli infortuni sul lavoro ha registrato oltre 34.000 infortuni sul lavoro soggetti a obbligo di segnalazione causati da coltelli, coltelli da cucina e taglierini. Si trattava del 56,4% di tutti gli infortuni soggetti a obbligo di segnalazione causati da utensili manuali non motorizzati.


Una postazione di lavoro sicura per le operazioni di taglio non si limita alla sola lama. È fondamentale l’interazione tra utensile da taglio sicuro, ergonomia, illuminazione e acustica. Tutti e quattro questi fattori possono essere considerati in modo concreto nella valutazione dei rischi e, in parte, anche misurati.

Coltelli di sicurezza: ridurre il rischio alla fonte

Il principio STOP stabilisce l'ordine delle misure di protezione. I pericoli devono essere evitati, per quanto possibile, oppure eliminati ricorrendo a soluzioni più sicure. Le misure tecniche intervengono direttamente alla fonte del pericolo, prima che entrino in gioco le misure organizzative e personali.

Un produttore e fornitore come MARTOR agisce su più livelli: gli utensili da taglio non ottimali possono essere sostituiti con Coltelli di sicurezza professionali (sostituzione). La Tecnologia di sicurezza integrata riduce ulteriormente il rischio di incidenti da taglio (misure tecniche). Corsi di formazione, addestramento e supporti pratici contribuiscono a radicare in modo duraturo il taglio sicuro nella quotidianità lavorativa (misure organizzative).

La scelta della soluzione sostitutiva o tecnica più adatta dipende dai materiali da tagliare, dalla profondità di taglio, dalla frequenza di taglio e dal processo di lavorazione. MARTOR offre a tal fine diversi utensili da taglio e tecnologie di sicurezza. Il risultato è comunque sempre quello di ridurre al minimo il possibile contatto con la lama, ad esempio tramite una lama nascosta o una retrazione automatica o completamente automatica della lama.

Non è possibile quantificare con una percentuale attendibile e universalmente valida in che misura i Coltelli di sicurezza riducano complessivamente le lesioni da taglio. Le applicazioni e le condizioni operative variano infatti troppo da un caso all’altro. È invece misurabile il rischio iniziale – e quindi la necessità di includere attrezzature di lavoro sicure nella valutazione dei rischi. Casi pratici dimostrano tuttavia che alcune aziende sono riuscite, nel giro di pochi anni, a ridurre a zero il numero di incidenti da taglio.

Ergonomia: evitare gli sforzi eccessivi

Un coltello di sicurezza ergonomico protegge soprattutto la mano e il braccio, anche in caso di frequenti operazioni di taglio. Tuttavia, per garantire un metodo di lavoro confortevole e che richieda uno sforzo minimo, occorre considerare anche altri aspetti. È quindi necessario valutare con maggiore attenzione l’altezza di lavoro, gli spazi di presa, il flusso dei materiali e la disposizione degli strumenti di lavoro. Sono ad esempio ergonomici i piani di lavoro regolabili in altezza e le distanze di presa ridotte. Va menzionato anche il supporto antiscivolo per il fissaggio del materiale da tagliare.

I dati aggiornati dell’indagine BIBB/BAuA 2024 sulla popolazione attiva ne evidenziano l’importanza: tra i lavoratori che svolgono frequentemente attività manuali – ad esempio richiedenti grande forza, elevata destrezza o rapidità di esecuzione –, il 45% ha riferito di soffrire di tre o più disturbi muscolo-scheletrici. Tra i lavoratori esposti a tali requisiti solo occasionalmente o mai, la percentuale era del 22%. Nel caso di lavoro frequente in piedi, la percentuale era del 40% contro il 19%.

Questo non costituisce una prova dell’esistenza di un “effetto ergonomico” generalizzato pari all’x per cento. Dimostra tuttavia quanto siano strettamente correlati lo sforzo fisico e i disturbi fisici.

Luce: vedere dove si effettua il taglio

Una luce adeguata è un altro requisito fondamentale per un taglio controllato. Le lame, la linea di taglio, il materiale e la mano libera devono essere ben visibili.

La norma tecnica per i luoghi di lavoro ASR A3.4 prevede, per le aree di spedizione e imballaggio, un'illuminazione minima di 300 lux e un indice di resa cromatica Ra di almeno 60. In caso di illuminazione parziale, l'intensità luminosa media sul posto di lavoro deve essere di almeno 500 lux; in nessun punto deve scendere al di sotto dei 300 lux.

Anche l'abbagliamento, i riflessi e gli sbalzi di luminosità possono rendere più difficile la percezione e rendere meno sicuro un posto di lavoro in cui si effettuano operazioni di taglio.

Acustica: mantenere la concentrazione

Il rumore può compromettere la concentrazione, l'attenzione e l'intelligibilità del parlato, influenzando così le attività che richiedono movimenti controllati delle mani. Inoltre, a lungo andare, il rumore provoca malattie.

La norma ASR A3.7 opera una distinzione in base alle categorie di attività. Per le attività che richiedono un'elevata concentrazione prolungata si applica un livello di valutazione massimo di 55 dB(A), mentre per le attività che richiedono una concentrazione media o non prolungata si applica un livello di 70 dB(A). In caso di requisiti di concentrazione inferiori, si applica il principio di minimizzazione. La categoria applicabile a una postazione di lavoro dedicata al taglio deve essere valutata in base all'attività svolta.

Da questi vanno distinti i valori relativi alla protezione dell’udito. Anche in questo caso si applica il principio STOP. La soluzione migliore è evitare il rumore o ridurlo al minimo. Se ciò non è possibile, secondo il regolamento sulla sicurezza sul lavoro in materia di rumore e vibrazioni: a partire da 80 dB(A) devono essere messi a disposizione adeguati dispositivi di protezione dell’udito. A partire da 85 dB(A), il datore di lavoro deve garantire che tali dispositivi vengano effettivamente utilizzati.

La sicurezza sul lavoro come sistema globale

Una postazione di lavoro sicura per le operazioni di taglio non si ottiene con un singolo acquisto o una singola misura. I coltelli di sicurezza possono ridurre notevolmente il rischio di incidenti e consentono all’utilizzatore di lavorare con minore affaticamento. La progettazione rigorosamente basata sull’ergonomia dell’intera postazione di lavoro, compreso l’utensile, protegge l’utilizzatore da posture scorrette a lungo termine. A ciò si aggiungono la formazione e l’organizzazione del lavoro: come utilizzare un utensile da taglio nel modo più sicuro ed efficiente possibile? Quali procedure affidabili si raccomandano per la conservazione dell’utensile da taglio, la Sostituzione della lama, lo smaltimento e la pulizia? Anche in questo ambito MARTOR fornisce un supporto pratico.

L'illuminazione e l'acustica costituiscono in questo contesto le condizioni quadro che favoriscono la sicurezza sul lavoro: un'illuminazione adeguata e priva di abbagliamento garantisce una migliore visibilità. Un'acustica adeguata favorisce la concentrazione e la comunicazione e riduce il fattore di stress.

È fondamentale riunire tutti i fattori nella valutazione dei rischi, verificarne regolarmente l'efficacia e, se necessario, adeguare il posto di lavoro.

In questo modo, il concetto di “taglio in sicurezza” si trasforma in un modello organizzativo del posto di lavoro verificabile, con criteri misurabili in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Maggiori informazioni sul tema “postazione di lavoro sicura per le operazioni di taglio” qui:

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